Sostenibilità, metodi e indicatori per una corretta valutazione

Data:
11 Novembre 2009

Però, anche se a livello internazionale non vi è accordo sui metodi di misurazione della sostenibilità, gli stessi, sviluppati nel tempo sono divenuti utili strumenti per indirizzare gli interventi di politica ambientale, in quanto essi forniscono la quantificazione del danno, l’individuazione dei territori, delle attività, dei processi, e, inoltre, permettono di individuare anche i soggetti responsabili del danno e la calibrazione degli interventi di politica (tasse “verdi”, multe). Tali indicatori sono diventati, negli ultimi anni, diverse centinaia.
Inoltre, la ricerca internazionale su questo tema ha avuto l’intento comune di trovare un’alternativa all’uso dei vecchi indicatori macroeconomici (in particolare il PIL), che rendesse conto della complessità economico-ambientale-sociale della sostenibilità nello sviluppo.
A tal proposito, recentemente stanno acquisendo sempre più importanza alcuni indicatori aggregati con particolare riferimento all’impronta ecologica e al Ciclo di Vita del Prodotto (LCA).
L’impronta ecologica è un indicatore ambientale capace di descrivere le pressioni, cioè il carico delle attività umane sulle risorse, in base all’area totale degli ecosistemi terrestri e acquatici. L’impronta ecologica misura la “porzione di territorio” ( sia essa terra o acqua) di cui un individuo, una famiglia, una comunità, una città, una popolazione necessita per produrre in maniera sostenibile tutte le risorse che consuma e per assorbire i rifiuti prodotti.
L’analisi del ciclo di vita (LCA) è un metodo mediante il quale si studiano gli impatti ambientali associati all’intera vita di un prodotto, attività o processo, dall’uso di materia ed energia per la sua costruzione, fino al consumo e alla gestione dei rifiuti generati al termine del suo impiego, i cui obiettivi principali sono la valutazione dell’impatto ambientale complessivo e l’identificazione delle opportunità di miglioramento delle caratteristiche eco-compatibili del prodotto.
L’articolo del dott. ing. Giovanni Manzini è su http://www.giornaleingegnere.it/